Taglio Vivo – Maurizio Miri

Taglio vivo: l’abito del ribelle

Back to the future: dagli anni ’70 ad oggi

Da molti anni il design a ‘taglio vivo’ rappresenta un’avanguardia nella moda, utilizzando un linguaggio visivo schietto e dirompente, quasi come se l’abito volesse riappropriarsi della sua natura sartoriale e volesse farci apprezzare la materia viva di cui è fatto.

È dagli anni ’70 che il taglio vivo seduce e continua a sedurre. Se inizialmente si preferiva applicarlo a tessuti ruvidi e non certo nobili come il denim, era perché la sua natura apparentemente selvaggia, ne faceva un’icona di stile. Come Marlon Brando. Il jeans era, ed ancora oggi in parte è, totalmente ribelle e quindi è giusto strapparlo. Esibire la sua più autentica anima con sapienti lacerazioni diffuse sulla sua forma.

Oggi il taglio vivo, sdoganato da decenni di ribellismo giovanile, arriva a lambire il territorio dell’alta sartorialità. Portando una ventata di vitale anticonformismo anche nella progettazione formale di uno smoking.

Così Maurizio Miri, con rapide incursioni di forbice, violente come sciabolate di un terribile pirata, porta nelle sue creazioni tutta la fresca e dirompente forza del taglio vivo.

È un chiaro invito: non prendersi troppo sul serio. Lasciamo orli e impunture a chi si rifugia nel cocoon del conformismo e della tradizione. Indossare uno smoking o una giacca di Maurizio Miri con i revers e i dettagli a taglio vivo significa lanciare la propria sfida al mondo. Con lo sguardo puro e fiero di un Parsifal contemporaneo.

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