Il bottone: un dettaglio protagonista

Sin dalla notte dei tempi, le chiusure di abiti e mantelli erano principalmente realizzate con lacci, bottoni o spille.
Pochi lo sanno, ma la nascita del bottone risale infatti all’epoca preistorica anche se una vera e propria diffusione si ebbe in Europa solo a partire dal Medioevo. E il loro debutto fu squisitamente letterario, niente meno che nel celeberrimo poema scritto nel XII secolo, ‘La Chanson de Roland’, dove sono poco entusiasticamente definiti ‘piccoli oggetti senza valore’.
Senza valore? In realtà, con il passare del tempo questi piccoli, ma vitali accessori, nati per assicurare una chiusura sicura ed ermetica, per proteggere dal freddo e rendere più facile vestirsi (o svestirsi), hanno assunto sempre più l’immagine estetica del protagonista. Fino ad arrivare ad essere veri e propri gioielli. Erano infatti gli orafi più bravi che potevano ambire a firmare i bottoni di sovrani e potenti.

Sull’onda di un’idea di unicità, in un’epoca contemporanea in cui il bottone industriale ha preso il sopravvento, Maurizio Miri ha scelto di “firmare” le proprie creazioni con bottoni unici, da lui personalmente disegnati.

Così, ciò che oggi nell’abbigliamento formale di un uomo poteva tornare ad essere un trascurabile accessorio, nelle giacche del raffinato stilistica bresciano assume nuovamente un ruolo da protagonista, capace di attirare l’attenzione per la sua ricercata elaborazione, per l’immagine che cita il dandysmo e lo ripropone in una chiave essenziale, dove materiali e forme sono fortemente personalizzati.

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