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Le giacche smanicate rock-style di Maurizio Miri

La giacca smanicata è rock, non ci sono dubbi. Oggi infatti, con la sua immagine libera, aperta al gioco e alla creatività, rappresenta un’idea forte di trasgressione.
In realtà la sua storia è ben diversa. La giacca smanicata è per la prima volta apparsa alla corte reale inglese nel XVII secolo e la mancanza di maniche aveva solo ed unicamente un funzione pratica. Originariamente lunga fino al ginocchio, assolveva a due semplicissimi compiti: nascondere alla vista le bretelle e riporre l’orologio a cipolla nel taschino.

Progressivamente la giacca smanicata assunse sempre più i contorni di un capo accessorio, accorciandosi in lunghezza e abbinandosi alla giacca dotata di maniche, da indossare quindi come accessorio intermedio tra camicia e capo spalla. Ecco quindi il panciotto, o il gilet, che fa la sua comparsa già nel ‘700 e diventa il capo-uniforme della nascente e operosa classe borghese.

Declinato in colori scuri e austeri, saranno i Futuristi nel primo ‘900 a connotare il gilet con nuove asimmetriche e sgargianti combinazioni, portando per la prima volta un’idea di moda sovversiva e rivoluzionaria nel guardaroba maschile contemporaneo. Questo concept stilistico raggiunge, con le sue intense ispirazioni grafiche, i ruggenti e più recenti anni ’80 del secolo scorso. La giacca smanicata guadagna quindi la scena rock, indossata da artisti trasgressivi che, dal glam di David Bowie alle visioni più grunge e punk, rifiutano il concetto di giacca tradizionale per sottolineare la massima libertà dagli schemi precostituiti.

Maurizio Miri compie quindi un’ulteriore rivoluzione nell’ambito della progettazione stilistica della giacca. Non solo riesce a declinarla al femminile, senza nulla sottrarre all’alta sartorialità insita nella costruzione del capo, ma decide di “strappare” via le maniche, con un gesto di design violento quanto forte negli effetti.

La giacca smanicata per donna creata da Maurizio Miri diventa così nuova icona-rock. Da una parte si estremizza nel design e dall’altra appare ultra-conservatrice, mantenendo un’impeccabile confezione sartoriale. Una magnifica e seducente contraddizione.

 

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